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Durante il viaggio, Acerbi prese costantemente appunti su flora, fauna
e minerali, e raccolse ed essiccò piante per portarle con sé.
Inoltre conservò con lo zolfo e la canfora le piume degli uccelli
da lui uccisi. Terminato il viaggio, Acerbi fece disegni e acquarelli
di insetti, farfalle e uccelli della Lapponia sulla base delle collezioni
che aveva consultato all'Università di Uppsala.
Acerbi voleva trovare uccelli rari come l'usignolo dal petto azzurro
di cui lodò il canto. Per quanto riguarda le osservazioni ornitologiche,
Acerbi spiega ad esempio come raccogliere uova di smergo
"Il raccoglitore di uova di uccello sistema in riva al
fiume, vicino a un abete o a un pino, un tronco in decomposizione al centro
del quale ci sia un foro. L'uccello vi depone le uova, ma a questo punto
arriva il contadino che se ne impossessa lasciandone solo una o due"
Acerbi: Matka halki Suomen,
pag. 152
Acerbi si interessò alle conchiglie perlifere di fiume e ne aprì
alcune senza però trovare perle di grande valore.
A
dimostrazione dell'importanza delle sue osservazioni scientifiche, gli
entomologi finlandesi diedero il suo nome alla farfalla Bombyx Alpina,
chiamandola Acerbina Alpina. Dopo quello di Acerbi, l'avvistamento successivo
della farfalla si ripeté solo nel 1962 sul monte Saanatunturi.
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Riguardo alle osservazioni botaniche è da menzionare l'elenco delle
piante in fiore viste lungo il viaggio verso Ylitornio: trifoglio fibrino,
trientale europea, betulla nana, andromeda rossa, corniolo, dente di leone,
mora di palude, lampone artico. L'angelica fu elogiata da Acerbi come
una pianta particolarmente salutare e gustosa, considerata dai lapponi
una squisitezza.
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